Domande frequenti
Domande frequenti.
Risposte utili prima di decidere.
Molte imprese arrivano da noi con dubbi che toccano più aree insieme: numeri, persone, fisco, organizzazione. Queste risposte ti aiutano a capire da dove partire.
Lo studio e il rapporto con l’impresa
In cosa siete diversi da uno studio commercialista tradizionale?
Teniamo insieme fisco, lavoro, controllo di gestione e consulenza direzionale. Così una scelta fiscale, un’assunzione o un investimento vengono letti nei loro effetti su numeri, persone e organizzazione, e non come pratiche separate.
Seguite l’impresa solo per scadenze e adempimenti?
No. Gli adempimenti fanno parte del lavoro, ma il nostro ruolo è essere un interlocutore continuativo: seguire l’andamento dell’azienda e affiancarti quando ci sono decisioni da prendere.
Perché è importante la vostra esperienza diretta in azienda?
Entrambi i soci hanno lavorato all’interno di aziende prima di avviare lo studio. Questo aiuta a leggere un problema anche dal lato dei processi, delle persone e dell’operatività, oltre che da quello tecnico.
Posso rivolgermi a voi anche se ho già un commercialista o un consulente del lavoro?
Sì. Si valuta insieme il perimetro del supporto: un’area specifica, come il controllo di gestione, oppure un affiancamento più ampio. Dove serve, si definisce come coordinarsi con i professionisti che già ti seguono.
Come funziona il primo confronto?
Puoi scriverci, chiamarci o preparare una bozza email dalla pagina Contatti. Ci racconti la situazione dell’impresa, la fase che sta vivendo e il tema che vuoi affrontare. Da lì valutiamo insieme quali competenze coinvolgere.
Come vengono individuate le priorità?
Si parte dall’ascolto e dall’analisi della situazione, si individuano le criticità fiscali, gestionali, lavoristiche e organizzative e poi si stabilisce che cosa affrontare prima. Le priorità vengono definite con te, in base a urgenza e impatto sulle decisioni.
Controllo di gestione e decisioni
Il controllo di gestione è utile anche per una PMI?
Sì, se è proporzionato alla dimensione dell’impresa. Per una PMI possono bastare pochi indicatori affidabili, aggiornati con regolarità e collegati alle decisioni che devi prendere.
Quando conviene introdurlo?
Quando i numeri non rispondono più alle domande che ti fai: il fatturato cresce ma non sai se cresce il margine, devi valutare un investimento o un’assunzione, oppure i dati arrivano tardi e sono sparsi tra file e uffici.
Serve per forza un software specifico?
Non necessariamente. Si parte dai dati e dagli strumenti che l’azienda usa già. Uno strumento nuovo si valuta solo se serve davvero a rispondere meglio alle domande della direzione.
Quali numeri dovrei monitorare?
Dipende dal tuo business. In genere margini, costi, liquidità e scostamenti rispetto alle previsioni, più alcuni indicatori specifici dell’attività. L’obiettivo è collegare ogni numero a una decisione, non produrre report fini a se stessi.
Potete aiutarmi a capire se posso permettermi un investimento o una nuova assunzione?
Sì. Si stima l’effetto della scelta su costi, margini e flussi di cassa, considerando anche gli aspetti fiscali e del lavoro. Il risultato è un quadro più chiaro su cui decidere; la decisione resta tua.
Crescita, personale e organizzazione
Seguite startup e imprese appena avviate?
Sì. Nella fase di avvio le prime scelte pesano a lungo: struttura e forma dell’impresa, costi, primi investimenti, prime assunzioni ed eventuali incentivi. Conviene impostarle insieme, con i numeri.
Quando una PMI in crescita dovrebbe chiedere supporto?
Quando la crescita comincia a sfuggire: margini poco chiari, costi e personale in aumento, liquidità da pianificare, processi che non reggono il volume, troppe decisioni che passano ancora dall’imprenditore.
Potete aiutarmi nella gestione del personale?
Sì. La consulenza del lavoro copre assunzioni, inquadramenti, costo del personale e gestione dei rapporti, e può aiutarti a valutare il fabbisogno di persone e gli strumenti di welfare, collegandoli ai numeri dell’azienda.
Vi occupate anche di organizzazione e processi interni?
Sì. Si lavora su flussi di lavoro e di informazioni, responsabilità, scadenziari e passaggi tra uffici e direzione, per far sì che l’organizzazione regga la crescita e le decisioni arrivino con i dati necessari.
Potete supportare un’azienda storica che deve riorganizzarsi?
Sì. Si parte dalla revisione di processi e ruoli e dalla misura delle performance delle diverse aree, per valutare investimenti e affrontare una nuova fase senza perdere il controllo dell’azienda.
Bandi, investimenti e prevenzione
Come lavorate sulla finanza agevolata?
Partiamo dal progetto, non dal bando. Prima si chiarisce l’investimento e la sua sostenibilità; poi si valuta se esiste una misura coerente, verificando requisiti e condizioni sui documenti ufficiali.
Potete garantire l’ottenimento di un contributo?
No. L’esito dipende dai requisiti, dalle verifiche dell’ente e dalle risorse disponibili. Possiamo aiutarti a valutare la pertinenza della misura e a preparare il progetto con attenzione.
Da dove si parte quando devo valutare un investimento?
Dalla sua sostenibilità economica: quanto costa, quale effetto avrà su margini e flussi di cassa, quali conseguenze fiscali comporta. Gli eventuali incentivi si valutano dopo, come supporto e non come motivazione.
Quando si parla di crisi d’impresa e prevenzione?
Prima che la difficoltà diventi evidente. I segnali da osservare sono debiti in aumento, tensioni di liquidità, margini in calo, esposizione verso le banche, ritardi nei pagamenti e costi del personale difficili da sostenere.
Gli assetti adeguati servono solo alle aziende in difficoltà?
No. Assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati sono uno strumento di governo dell’impresa: aiutano a cogliere per tempo i segnali di squilibrio e a decidere con informazioni affidabili, non solo nelle emergenze.
Da dove cominciamo?
Non trovi la tua domanda? Partiamo dalla situazione della tua impresa.
Raccontaci la fase che sta vivendo la tua azienda e il tema che vuoi affrontare.